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DOMANDE FREQUENTI
 
1) Qual è la definizione di sterilità?
In Italia si usa ancora considerare la sterilità come incapacità di concepire e l'infertilità come incapacità di portare a termine una gravidanza (abortività ripetuta). La definizione utilizzata in tutto il resto del mondo descrive la condizione di infertilità come incapacità di concepire dopo due anni di rapporti non protetti e la sterilità come impossibilità assoluta di concepire spontaneamente.
 
2) Dopo quanto tempo è indicato rivolgersi allo specialista?
Sicuramente non prima di un anno di ricerca. Bisogna comunque considerare l'età della donna (>35 anni) e la storia clinica. Si può ricorrere al medico anche prima se c'è una storia di malattia infiammatoria pelvica, dismenorrea, aborti, gravidanza extrauterina, endometriosi, cicli irregolari, o se si conosce già una problematica del partner maschile.
 
3) Quali sono gli esami da fare?
Bisogna chiarire che, nonostante gli esami a nostra disposizione, non è sempre possibile arrivare a capire qual è la reale causa responsabile e accanirsi nella ricerca può diventare una perdita di tempo. Gli esami per l'infertilità sono molti, ma solo alcuni sono indispensabili:
- analisi del liquido seminale;
- valutazione della funzionalità tubarica con una laparoscopia o idrolaparoscopia;
- valutazione ormonale dell'ovulazione;
- valutazione della cavità uterina con un'isteroscopia.
Gli altri esami sono da eseguirsi in casi particolari, da valutare per ogni coppia.
 
4) Quali sono le possibili cause?
L'infertilità può essere dovuta ad una condizione di sterilità assoluta o di sub-fertilità. Le coppie sterili sono quelle in cui gli esami diagnostici hanno evidenziato una situazione tale da rendere impossibile una gravidanza spontanea. Questa condizione si verifica:
1. quando il partner maschile è azoospermico (cioè non ha spermatozoi nell'eiaculato), o aspermico (non è in grado di eiaculare);
2. quando la partner femminile ha un'occlusione delle tube o una menopausa precoce (amenorrea ipergonadotropa), o una mancanza dell'utero.

Le coppie subfertili sono tutte le altre in cui non è esclusa, anche se remota, la possibilità di una gravidanza spontanea.
Alcune coppie possono anche avere tutti gli esami nella norma. In questo caso si parla di sterilità idiopatica (cioè non collegata a nessuna causa apparente).
Si possono distinguere vari gradi di subfertilità (lieve, moderata e grave) che sono relativi allo stato di compromissione dei vari organi deputati alla riproduzione.
 
5) A chi rivolgersi?
Quando una coppia ha il sospetto o la consapevolezza di avere dei problemi riproduttivi dovrebbe rivolgersi al medico di famiglia, o al ginecologo, il quale dovrebbe indirizzare la coppia verso un centro specializzato in medicina della riproduzione pubblico o privato, con il quale avere una attiva collaborazione che faciliti l'iter diagnostico e terapeutico, e indirettamente riduca lo stress psicologico della coppia.
 
6) Quali terapie?
Le terapie possibili sono varie e legate alla diagnosi. Si dividono in:
Trattamenti di I livello: induzione dell'ovulazione seguita da rapporti mirati o da inseminazioni. Sono indicati nei casi di mancanza di ovulazione, nell'infertilità idiopatica, nelle forme lievi di infertilità, quando però l'età della donna non supera i 35 anni e quando la durata dell'infertilità non supera i 3-4 anni. Questi trattamenti sono eseguiti in moltissimi centri sia pubblici, che privati. La lista d'attesa non è solitamente lunga. Le percentuali di successo sono intorno al 15% per ciclo. L'inseminazione consiste nell'introduzione - attraverso una cannula - di liquido seminale, opportunamente preparato, nell'apparato genitale femminile.
È consigliato effettuare dai 3 ai 6 cicli.
Trattamenti di II e III livello: comprendono una serie di metodiche, i cosiddetti cicli di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in particolare: la FIVET (fecondazione in vitro e trasferimento di embrione in utero), la ICSI (iniezione introcitoplasmatica di spermatozoi), la donazione di ovociti, la crioconservazione di ovuli ed embrioni, la diagnosi genetica preimpianto, il prelievo chirurgico di spermatozoi dal testicolo (TESE/TESA) o dall'epididimo (MESA). Questi trattamenti sono indicati nelle forme moderate e severe di infertilità, o nelle forme più lievi quando i trattamenti di primo livello non hanno avuto successo.
 
7) Quali sono le fasi di un ciclo di fecondazione assistita?
La prima parte del trattamento prevede un'induzione della crescita follicolare multipla, a cui segue il prelievo degli ovociti, la fecondazione extracorporea ed il successivo trasferimento degli embrioni sviluppatisi in vitro (cioè in laboratorio) all'interno dell'utero materno.
 
8) Le terapie di stimolazione ovarica devono essere iniziate in una specifica fase del ciclo?
In alcuni casi le terapie di induzione della crescita follicolare multipla iniziano i primi giorni del ciclo mestruale; più spesso vengono precedute dall'utilizzo di farmaci cosiddetti agonisti del GnRH, il cui utilizzo non è in relazione al ciclo mestruale.
 
9) I farmaci utilizzati sono pericolosi?
L'induzione della crescita follicolare multipla è effettuata utilizzando in generale sostanze identiche o assai simili a quelle che in natura consentono la maturazione ovocitaria della donna. Si tratta, cioè, di sostanze il cui unico rischio potenziale riguarda il possibile sviluppo della sindrome da iperstimolazione ovarica (0,6% dei casi).
 
10) La stimolazione ovarica anticipa la menopausa?
Nella donna ogni mese alcuni ovociti vengono "reclutati" ed iniziano il processo di maturazione e crescita, ma solamente uno viene selezionato e giunge a maturazione completa; la terapia medica permette la maturazione contemporanea di tutti gli ovociti inizialmente reclutati, ovvero anche di quelli che non avrebbero completato il percorso maturativo; in generale, quindi, non sussistono i rischi di esaurire più precocemente il naturale patrimonio follicolare ovarico della donna e di anticiparne la menopausa.
 
11) Qual è la percentuale di gravidanza ottenuta con le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita?
Anche se la percentuale di gravidanza risente di diversi parametri legati alla specifica storia clinica di ciascuna coppia, si considera generalmente che nei Centri cosiddetti di "eccellenza" le percentuali di successo raggiungano il 38-40% dei casi.
 
12) Dopo quanto tempo si può ripetere un ciclo di trattamento?
Per consentire alla coppia di ottenere un adeguato periodo di ripresa dal carico emotivo che tali terapie comportano, e per un corretto recupero della spontanea funzione ovarica e mestruale, è preferibile lasciare passare circa 2-3 mesi per sottoporsi ad un successivo ciclo di trattamento.
 
13) Quali sono le dimensioni medie del pene?
All'inizio di questo secolo l'anatomia (scienza che studia la disposizione, le dimensioni e la struttura degli organi del corpo umano) era praticamente perfetta. A coronare tale perfezione fu Testut, grande anatomico che insegnava a Parigi. Gran parte della sua attività scientifica venne dedicata a misurare e pesare i vari organi, a seconda del sesso e della età della persona. Tali ricerche rivestirono una enorme importanza, poiché permisero di identificare con certezza l'ingrandimento od il rimpicciolimento di un organo. Durante una delle sue memorabili lezioni una studentessa chiese quali erano le dimensioni medie del pene, dal momento che il professor Testut non ne aveva mai parlato. La risposta fu: "Quelle che vanno bene alla signora Testut". In effetti già da allora ci si era accorti che il pene non è misurabile, dal momento che le sue dimensioni risentono dello stato d'animo e della temperatura. Pertanto, a parte casi di microfallo (1 caso su 10.000), tali misurazioni non hanno alcun senso.
 
14) Soffro di eiaculazione precoce, mi può suggerire un rimedio?
L'eiaculazione precoce non è una malattia, ma un sintomo di molte malattie: malformazioni congenite del pene, infiammazioni, ansia. Quindi abbiamo cause fisiche e cause psicologiche, ed ognuna ha una sua terapia specifica. Inoltre esistono fattori "logistici" che tendono ad abbreviare la durata del rapporto, quali la scarsa lubrificazione della partner o la prolungata astinenza.
 
15) Quale è la durata media del rapporto sessuale?
Questa domanda tende a demonizzare la "sveltina", il ché non è una facezia, ma sta a significare che non è la maniera corretta di porre la questione. Il problema è un altro: quanto è soddisfacente il rapporto sessuale anche in relazione ai tempi?
 
16) Il mio medico mi ha ordinato il Viagra per il mio problema.
Lei cosa pensa?
Il Viagra, od il più moderno Cialis, sono farmaci che restaurano la risposta erettile ad uno stimolo vissuto come erotico. Pertanto si pongono come farmaci in grado di ripristinare una capacità perduta indipendentemente dalle cause che ne hanno provocato la perdita. La qual cosa è ben distante dal dire che sono panacee. In effetti il deficit erettivo è il sintomo di diverse malattie del corpo o della mente il cui confine non è sempre così ben definito, ed i farmaci in questione sono comunque dei sintomatici, che risolvono il sintomo, non la causa che l'ha determinato.
 
17) Una mia amica mi ha detto che è rimasta incinta da quando il marito assume il farmaco XY. Posso darlo a mio marito?
Cominciamo dalle cose semplici. I figli si fanno in due. Pertanto non si parla di infertilità maschile o femminile, ma di coppia infertile. Parlando di statistiche: su 100 coppie che hanno problemi di procreazione, nell'8% dei casi il problema è solo maschile, nell'8% solo femminile, nel 17% non si evidenziano patologie a carico di nessuno dei due partner, e nel restante 67% entrambi i partner hanno un problema relativo alla fertilità. A questo bisogna aggiungere che sommando la frequenza percentuale di cause di infertilità maschile si ottiene il 140% circa, il che significa che su tre pazienti, almeno uno ha due cause di infertilità.
 
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