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TAPPE DI UN CICLO DI CONCEPIMENTO ASSISTITO
 
INDUZIONE DELLA MATURAZIONE FOLLICOLARE MULTIPLA
La prima fase è rappresentata da una stimolazione ovarica. La maggior parte di pazienti che eseguono cicli di concepimento assistito non ha problemi ovulatori ma, come in tutte le donne, ogni mese matura ed ovula un unico follicolo. Lo scopo della stimolazione è di indurre, nel ciclo prescelto, una maturazione contemporanea di più follicoli per poter avere a disposizione più ovociti per l’inseminazione in vitro. Questa superovulazione può essere ottenuta utilizzando varie sostanze a seconda dei differenti protocolli.
La scelta del farmaco, del dosaggio e del protocollo da utilizzare è valutata caso per caso in relazione all’età della paziente, alle sue caratteristiche ovulatorie ed in base ad eventuali cicli precedenti.
Durante la stimolazione, la risposta ovarica ai farmaci è controllata giornalmente od a giorni alterni con ecografie e dosaggi dell’estradiolo plasmatico (monitoraggio).
Questi parametri permettono di modulare di giorno in giorno il dosaggio dei farmaci in base alla singola risposta di ogni paziente.
Durante questa fase, il ciclo può essere sospeso qualora il numero di follicoli in via di maturazione non sia considerato adeguato, o qualora, al contrario, la risposta sia eccessiva.
Quando la risposta alla stimolazione ovarica sia considerata adeguata, nel momento in cui i follicoli raggiungono una dimensione preovulatoria (diametro medio superiore a 18 mm) ed i livelli di estradiolo siano indicativi di una buona attività funzionale di questi follicoli, viene somministrato l’HCG, sostanza che induce la maturazione finale dell’ovocita rendendolo disponibile alla fecondazione.
34-36 ore dopo la somministrazione dell’HCG, si procede alla 2ª tappa, anche questa comune a tutte le metodiche che prevedono una fecondazione “in vitro”, rappresentata dal prelievo di ovociti.
 
PRELIEVO DI OVOCITI

Il prelievo di ovociti viene eseguito per via trasvaginale, sotto controllo ecoguidato, utilizzando aghi molto sottili (16-18 g) che raggiungono i follicoli con la sola perforazione della parete vaginale.
Questa manovra chirurgica viene eseguita in anestesia per cui la procedura è assolutamente indolore.
Durante il prelievo di ovociti, vengono somministrati antibiotici per la comune profilassi operatoria ed, in certi casi, può essere somministrata Albumina umana per la prevenzione della OHSS.
Vengono aspirati tutti i follicoli presenti (ed eventuali cisti ovariche formatesi durante la stimolazione), ed il liquido ottenuto viene immediatamente controllato in laboratorio, sotto microscopio, per la ricerca delle cellule-uovo (ovociti).
Il giorno del prelievo di ovociti viene convenzionalmente definito “giorno 0”.
Indipendentemente dalla corretta esecuzione del prelievo, la manovra chirurgica prevede un rischio di complicanze dello 0.1% (un caso su mille). Le complicanze sono rappresentate da lesioni ad organi interni , con conseguente necessità di un intervento chirurgico riparatore, o da ascessi ovarici e peritoniti, con conseguente necessità di ricovero urgente in ambiente ospedaliero per le cure mediche necessarie.
Il prelievo di ovociti può esitare inoltre nel mancato recupero di ovociti o nel recupero solo di ovociti immaturi o post-maturi non idonei per la inseminazione.
Nella casistica in nostro possesso, questa evenienza si verifica nello 0.5% dei casi.

 
INSEMINAZIONE E COLTURA
Gli ovociti prelevati sono posti in coltura all’interno di appositi incubatori che mantengono le condizioni idonee per la loro sopravvivenza, e dopo alcune ore vengono inseminati.
Il liquido seminale per l’inseminazione è fornito con una eiaculazione o, quando indicato, si utilizza il materiale prelevato chirurgicamente dalle vie seminali (MESA - TESA/E - STW) e crioconservato.
La metodica di inseminazione può seguire le FIVET convenzionali (2-3 mila spermatozoi mobili posti a contatto con ciascun ovocita) o può richiedere una fecondazione microassistita (ICSI).
La scelta del tipo di inseminazione ( FIVET o ICSI ) dipende in prima istanza dalla qualità del liquido seminale (numero, motilità e morfologia degli spermatozoi), ma può dipendere anche da altri fattori. La attuale normativa vigente in Italia dal marzo 2004 ( Legge 40/2004 e Linee Guida integrative) pone, di fatto, un limite nel numero di ovociti da inseminare: al massimo tre.
La percentuale di fecondazione è del 75%, sia con la tecnica FIVET che con la tecnica ICSI.
Una volta avvenuta una normale fecondazione , la probabilità di sviluppo embrionale è elevata ma non certa.
Con la attuale normativa, una volta avvenuta la fecondazione, gli zigoti o gli embrioni possono essere crioconservati solo in presenza di condizioni di salute della paziente che controindichino il trasferimento degli embrioni o la insorgenza di una gravidanza per rischio di OHSS non prevedibile al momento della inseminazione.
 
TRASFERIMENTO DI EMBRIONI
Il trasferimento degli embrioni può essere eseguito tra il giorno + 2 ed il giorno + 5 a seconda dei singoli casi e, quindi, a stadi diversi di sviluppo embrionale.
La metodica di trasferimento intrauterino è generalmente semplice e indolore: non richiede alcuna forma di anestesia o sedazione e consiste nell’introdurre un sottilissimo catetere (del diametro di circa 1-1,5 mm.) all’interno della cavità uterina attraverso il canale cervicale. È una manovra comunque molto delicata in quanto è necessario evitare ogni stress agli embrioni ed alla mucosa che riveste la cavità uterina (endometrio).
 
DIMISSIONE
Dopo il trasferimento di embrioni, la paziente viene dimessa ricevendo la relazione del ciclo di trattamento e tutte le informazioni relative al comportamento da seguire nella fase successiva in attesa dell’esito finale.
Per le pazienti che hanno presentato una risposta a rischio di OHSS, vengono raccomandate misure particolari.
 
COMPORTAMENTO DELLA PAZIENTE NEL PERIODO
POST-TRATTAMENTO
Dopo il ciclo di concepimento assistito da Lei eseguito, all'interno del suo apparato genitale sono presenti gameti o embrioni con potenzialità di impiantarsi nell'utero e di dare origine ad una gravidanza. Per questo motivo Le consigliamo di seguire con attenzione i seguenti suggerimenti.

1) Terapia di supporto
La sua fase luteale viene accompagnata dalla somministrazione di progesterone.

2) Perdite ematiche vaginali
È possibile che durante la fase luteale possano manifestarsi perdite ematiche. Queste possono essere esterne (derivare cioè dalla pinzettatura del canale cervicale al momento del trasferimento in utero) o essere simili a flussi mestruali veri e propri. Le perdite ematiche possono essere scure, scarse oppure rosate. In tutti i casi non interrompa la terapia e mantenga invariato il programma per il prelievo di sangue.

3) Prelievo del sangue

Al momento della Sua dimissione il medico Le consegnerà alcune provette per ricevere, nel giorno stabilito, un campione del Suo sangue. Lo scopo è quello di valutare l'ormone che segnata l'eventuale inizio di gravidanza (ßHCG) e la quantità di progesterone circolante nel Suo organismo.

4) Consigli per la vita quotidiana
È sconsigliabile: svolgere attività lavorative fisicamente impegnative; eseguire sports o esercizi (ad es. lunghe camminate) che affatichino il fisico; fare bagni prolungati (vasca, piscina, mare, ecc.); utilizzare saponi o lavande vaginali che possono alterare l’ambiente vaginale; aumentare i «potenziali piccoli traumi» all'apparato genitale (ad es. Rapporti sessuali, utilizzo prolungato di mezzi di locomozione, ecc.)
È possibile: fare la doccia e lavarsi i capelli (in caso di avvenuta laparoscopia è consigliabile riparare dall'acqua i cerotti che proteggono i punti di sutura), svolgere una vita di relazione normale; rapporti col medico curante o col ginecologo che ha inviato la coppia per un ciclo di concepimento assistito.
È consigliabile rivolgersi al proprio medico per la rimozione dei punti di sutura, qualora sia stata eseguita una celioscopia.
 
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